Sanità: ‘Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili’, convegno a palazzo del Pegaso

Firenze – In Italia, secondo i dati Istat, al primo gennaio 2024 i cittadini stranieri rappresentano circa il 9 per cento della popolazione totale; tra questi, oltre il 22 per cento, è di origine africana. Le mutilazioni genitali femminili non sono dunque un fenomeno estraneo alla realtà italiana, ma una questione reale di sanità pubblica e di responsabilità istituzionale. Da questi presupposti nasce il convegno ‘Mutilazioni Genitali Femminili. Impegno globale: risultati raggiunti e azioni efficaci future per la donna’, in programma venerdì 6 febbraio alle 9.30 nella Sala Fanfani di palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale, e organizzato dalla Fondazione I Medici F3 e dall’Associazione dei Medici e dei Sanitari Africani in Italia (AMSAI). Ad aprire l’evento i saluti della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi che, questa mattina, ha presentato il convegno insieme a Paolo Gacci, ginecologo e presidente della Fondazione I Medici F3 e a Omar Abdulcadir, ginecologo e presidente dell’AMSAI.

 

“Il 6 febbraio ricorre la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili – ha spiegato Stefania Saccardi – ed è fondamentale tenere alta l’attenzione su un tema che non è affatto di secondo livello. Le mutilazioni genitali femminili sono una grave violazione dei diritti umani, colpiscono la dignità, la libertà, la salute delle donne e non hanno alcun fondamento religioso”. “Non si tratta di una pratica lontana: anche in Italia, a seguito dei flussi migratori e di convinzioni culturali errate, continuiamo a intercettare queste violenze – ha aggiunto Saccardi –. La Regione Toscana, sia come Consiglio regionale sia come Giunta, è impegnata da tempo su questo fronte, prima con il centro di riferimento attivo a Careggi, oggi presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, dove operano professionisti che lavorano sulla prevenzione, sull’assistenza e sulla ricostruzione, in rete con Asl, consultori e associazioni che operano a stretto contatto con le comunità migranti”.

 

“Il convegno del 6 febbraio nasce dalla volontà di andare oltre le dichiarazioni di principio e rafforzare un impegno concreto – ha concluso –. Contrastare le mutilazioni genitali femminili significa non voltarsi dall’altra parte e assumersi una responsabilità verso le donne e le ragazze che vivono nei nostri territori”.

L’iniziativa riunisce intorno allo stesso tavolo sanità, istituzioni e comunità per passare dalla denuncia alla presa in carico concreta delle donne e delle ragazze coinvolte. L’evento avrà una dimensione internazionale, grazie a interventi online dalla Somalia e da Ginevra che porteranno le esperienze di realtà diverse.

 

“Il convegno vuole affrontare le problematiche legate alle prospettive future, capire come aiutare non solo in Italia e in Europa, ma soprattutto nei paesi d’origine, le vittime di questa pratica ancora molto diffusa – ha spiegato Omar Abdulcadir –. È importante considerare le mutilazioni genitali come una vera e propria violenza sulle donne. Fondamentale poi dare alle famiglie e alle bambine delle prospettive di scolarizzazione ed economiche”.

 

“Siamo abituati a pensare che quello delle mutilazioni dei genitali femminili sia un problema lontano da noi – ha commentato Paolo Gacci –. Invece, i dati dell’Istat sull’immigrazione in Italia ci dicono chiaramente come riguardi il nostro servizio sanitario nazionale, i nostri ospedali, il nostro territorio. C’è quindi da una parte la necessità di sensibilizzare le donne a rivolgersi agli ospedali, dall’altra quella di formare operatori in grado di affrontare questi problemi con serenità e senza pregiudizio”.

 

Apriranno il convegno i saluti della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, ed Elzir Izzedin, Imam di Firenze. A moderare saranno Lucrezia Catania, ginecologa, Bertrand Atchana, cardiologo e vicepresidente AMSAI, Piermario De Santo, avvocato. Introdurranno Omar Abdulcadir e Paolo Gacci. Interverranno Tommaso Simoncini, ginecologo ed Emanuele Cigna, chirurgo plastico, entrambi del Centro di riferimento regionali per le Mutilazioni genitali femminili dell’AOU Pisa; Stefania Losi, pediatra dell’AOU Meyer; Riccardo Simoni, psichiatra. In collegamento da Torino Luca Bello, ginecologo e Anita Fortunato, ostetrica. In collegamento da Ginevra Jasmine Abdulcadir, ginecologa e capo della clinica Mutilazioni genitali femminili di ginecologia dell’ospedale universitario di Ginevra. In collegamento da Mogadiscio Jihan Hassan, pediatra e Maryan Abdullahi, ginecologa. In collegamento da Roma Aldo Morrone, dermatologo. In collegamento da Milano Massimiliano Brambilla, chirurgo plastico.

 

Saranno presenti alcuni studenti della classe quinta dell’Istituto di Istruzione Superiore ‘Alberti-Dante’ di Firenze.

SEGUIMI SU

2024 © Stefania Saccardi

Privacy Policy

Cookie Policy